BARBO
Ciprinidi
BARBO COMUNE (Barbus plebejus Bonaparte)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
il Barbo ha il corpo affusolalo ed allungato; la bocca, carnosa e
rivolta verso il basso, presenta ai lati 4 barbigli. La colorazione
del dorso è bruno-verdastra, con macchioline nere più o meno
evidenti; i fianchi sono giallo-dorati, il ventre bianco. Le pinne,
di color bruno-verdastro, sono punteggiate di nero e possono
assumere tinte rosso-arancio durante il periodo riproduttivo.
Riproduzione e accrescimento:
il periodo riproduttivo si protrae da aprile a giugno, a seconda
delle condizioni ambientali; le uova, che hanno un diametro di 1,5-2
mm, vengono deposte fra la sabbia e la ghiaia dei corsi d'acqua. La
maturità sessuale viene raggiunta a 2-4 anni di età nei maschi e a
4-5 anni nelle femmine. L'accrescimento è abbastanza lento, ma non è
ben conosciuto nei particolari: può raggiungere eccezionalmente i 60
cm di lunghezza ed un peso di oltre 4 Kg, ma di norma ha dimensioni
nettamente minori.
Alimentazione:
si ciba quasi esclusivamente di invertebrati (anellidi, larve di
insetti, molluschi) che ricerca fra gli anfratti del fondo.
Habitat:
predilige le zone con corrente veloce e con fondi costituiti da
ghiaia, sassi o grossi massi, che caratterizzano il tratto
pedemontano dei corsi d'acqua; tali tratti, nei quali molto spesso
rappresenta la specie più comune, vengono perciò denominati zone a
Barbo. Soltanto raramente è presente nei laghi.
Comportamento:
è una specie gregaria, ma tende ad isolarsi quando raggiunge le
maggiori dimensioni. In inverno diminuisce sensibilmente la propria
attività, trascorrendo i periodi più freddi in semiletargo nascosto
sul fondo.
Distribuzione:
il Barbo comune è diffuso in quasi tutta la penisola, fino ad un
imprecisato limite sud; è assente dalle isole.
Presenza in Umbria:
in Umbria ha una diffusione abbastanza ampia che privilegia
soprattutto le acque correnti: è presente infatti nell'intero corso
dei fiumi Tevere, Chiascio, Nestore, Paglia e Chiani, nel tratto
centrale ed inferiore dei fiumi Topino e Nera, oltre che in numerosi
corsi d'acqua minori. E' segnalato, inoltre, in alcuni bacini
artificiali (Corbara, Alviano, Arezzo di Spoleto, Recentino e S.
Liberato); manca, al contrario, nei laghi di origine naturale
(Trasimeno, Piediluco).
In numerosi corsi d'acqua si è assistito ad una sua rarefazione.
soprattutto nei tratti più compromessi dall'inquinamento, in quanto
è una specie abbastanza sensibile al degrado delle acque.