CARASSIO
Ciprinidi
CARASSIO (Carassius auratus Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
il Carassio dorato è simile alla Carpa ma non presenta barbigli; Gli
individui selvatici del Carassio dorato hanno dorso bruno-verdastro,
i fianchi giallastri con riflessi bronzei. Sono state selezionate
dall'uomo numerose variazioni cromatiche e morfologiche per ragioni
ornamentali: esistono esemplari rossi, arancio, bianchi con o senza
macchie pezzate ecc.; possono avere pinne lunghissime, occhi
telescopici e corpo più o meno tozzo. Le varietà domestiche con
livrea rossa o arancio riacquistano, nel giro di poche generazioni,
quella bronzeo-verdastra una volta in libertà. La colorazione della
livrea non rappresenta pertanto un carattere differenziale tra
carassio dorato e carassio comune.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce in primavera; le uova vengono deposte sulle piante
acquatiche, alle quali aderiscono, e schiudono dopo 5-7 giorni.
All'età di 3-4 anni, quando misurano 15-20 cm, raggiungono la
maturità sessuale.
Alimentazione:
é onnivoro; l'alimentazione è costituita prevalentemente da
zooplancton, lombrichi, larve d'insetti ed anche di vegetali.
Habitat:
vive soprattutto in acque ferme o a corso lento con abbondante
vegetazione acquatica; è particolarmente resistente a condizioni
ambientali sfavorevoli, come acque inquinate e a basso contenuto di
ossigeno.
Comportamento:
col sopraggiungere della stagione fredda riduce l'attività
alimentare e supera l'inverno immerso nel fango in semiletargo.
Distribuzione:
originario dell'Asia orientale, fu introdotto in Europa nel XVII
secolo. Non si hanno molte notizie sulla sua presenza in acque
libere, mentre è comune in vasche, fontane, laghetti pubblici e
privati. E' sicuramente presente nelle regioni settentrionali, in
Toscana, nelle Marche e in Sicilia, ma è ormai certo che sia stato
introdotto anche in altre regioni.
Presenza in Umbria:
in Umbria ha una diffusione piuttosto ampia essendo presente in
tutti i principali fiumi della regione, nel Lago Trasimeno, nei
bacini artificiali di Corbara e di Alviano.
CARPA
Ciprinidi
CARPA (Cyprinus carpio Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Carpa ha una bocca molto protrattile, provvista di labbra
carnose; agli angoli di essa sono presenti un paio di barbigli e un
altro paio sul labbro superiore. In Italia esiste la varietà
"regina" con il corpo interamente ricoperto di scaglie, che è la più
comune nelle nostre acque, la varietà "nuda" o "cuoio",
completamente priva di scaglie e con il corpo più tozzo e la varietà
"a specchi", con grandi scaglie situate soprattutto sul dorso, lungo
la linea laterale e sul ventre. La Carpa regina ha il dorso
bruno-olivastro, fianchi con riflessi bronzei-dorati e ventre
giallastro. Le pinne sono verdastre talvolta tendenti al rossiccio.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da maggio a luglio. Durante la frega i maschi
presentano sul capo e sulle pinne piccole protuberanze cornee
denominate tubercoli nuziali. Le uova, deposte in numero di
100-200.000/Kg di peso vivo, aderiscono alla vegetazione sommersa e
schiudono dopo 3-8 giorni a seconda della temperatura. La maturità
sessuale è raggiunta a 3 anni dai maschi e a 3-4 anni dalle femmine.
Alla schiusa la larvetta misura 4-4,4 mm; al terzo anno raggiunge
25-30 cm di lunghezza e 450-500 g di peso. La carpa è molto longeva
e sembra possa vivere fino a 30 anni. Puó arrivare eccezionalmente a
130 cm di lunghezza e 30-32 Kg di peso, ma già un peso superiore ai
10 Kg è piuttosto raro.
Alimentazione:
onnivora, si nutre soprattutto di piccoli organismi del fondo come
lombrichi, molluschi, larve d'insetti, ed occasionalmente anche di
girini, avannotti di altri pesci e idrofite (piante acquatiche).
D'inverno cessa quasi di alimentarsi rimanendo seminascosta nella
melma.
Habitat:
vive soprattutto in acque stagnanti o a corso lento con fondo
fangoso e abbondante vegetazione. Oltre i laghi popola il corso
medio e inferiore dei fiumi di tutte le regioni d'Italia, isole
comprese; è il tipico rappresentante della zona a Ciprinidi dei
nostri fiumi.
Comportamento:
è specie timida; da giovane conduce vita gregaria. Svolge la sua
attività prevalentemente di notte.
Distribuzione:
indigena della Russia meridionale e dell'Asia orientale, e stata
probabilmente introdotta in Italia dai Romani ed oggi è uno dei
pesci d'acqua dolce più diffusi. In Italia è presente nei laghi
submontani grandi e piccoli e nei tratti medi ed inferiori dei fiumi
di tutte le regioni.
Presenza in Umbria:
in Umbria è segnalata in tutti i laghi e bacini artificiali, nel
Tevere e nel tratto inferiore dei principali corsi d'acqua della
regione (Nera, Paglia, Nestore, Chiascio e Topino); inoltre è
presente nei torrenti Chiani, Fersinone, Timia, Ose, Niccone,
Carpina e Rio Grande.
CARPA
ERBIVORA
Ciprinidi
CARPA ERBIVORA (Ctenopharyngodon idellus
Valenciannes)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Carpa erbivora ha corpo affusolato e slanciato, più simile nella
forma al Cavedano che alla Carpa. La testa è piuttosto larga ed il
muso è relativamente corto; la bocca è ampia, terminale e priva di
barbigli. Il dorso è di colore scuro, i fianchi bruno-argentei, il
ventre bianco; le pinne hanno una colorazione abbastanza variabile,
con toni dal bruno all'arancione.
Riproduzione e accrescimento:
in Italia la Carpa erbivora non si riproduce in natura; nelle
località di origine la frega ha luogo tra aprile ed agosto. Dove le
condizioni ambientali lo consentono raggiunge la maturità sessuale
dopo aver superato i 2 anni di età ed una lunghezza di circa 60 cm.
L'accrescimento è molto rapido: la Carpa erbivora può raggiungere 5
Kg di peso già al termine del terzo anno di vita. Le massime
dimensioni raggiunte oltrepassano i 20 Kg di peso.
Alimentazione:
gli adulti sono onnivori, anche se la dieta è composta quasi
esclusivamente da piante acquatiche; i giovani sono prevalentemente
planctofagi.
Habitat:
vive di preferenza nelle acque stagnanti o a lento corso (zona a
Ciprinidi), soprattutto nei luoghi più ricchi di vegetazione. E' in
grado di tollerare bene variazioni anche notevoli di temperatura,
salinità ed ossigenazione, ma se i fattori ambientali non sono
ottimali non è in grado di riprodursi naturalmente.
Comportamento:
nelle località di origine (Asia orientale) la riproduzione ha luogo
in piena corrente; le uova rimangono sospese nell'acqua e trascinate
a valle dalla corrente stessa; la schiusa avviene perciò a molti
chilometri di distanza dai luoghi di deposizione.
Distribuzione:
è originaria dei bacini dei fiumi Amur (Russio) e Yangtzee (Cina).
In Italia è stata introdotta nel tentativo di limitare l'eccessivo
sviluppo delle piante acquatiche, che costituiscono il suo
principale alimento.
Presenza in Umbria:
in Umbria è presente con certezza nel Lago Trasimeno, dove sono
stati immessi a scopo sperimentale un numero assai limitato di
individui. La sua presenza è stata segnalata anche nei laghi di
Arezzo di Spoleto, di Corbara e Recentino e nel tratto inferiore del
Fiume Nera e del Torrente Aia. In ogni caso è una specie molto rara
nelle acque della nostra regione.
CAVEDANO
Ciprinidi
CAVEDANO (Leuciscus cephalus Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
il Cavedano presenta corpo slanciato con dorso grigio-bluastro o
grigio-verdastro, fianchi argentei, ventre bianco e pinne
grigiastre: le scaglie sono grandi e punteggiate di nero ai margini.
La bocca abbastanza ampia e terminale, è priva di barbigli.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da aprile a giugno; le femmine maturano a circa 3 anni
ed i maschi a 2. Le uova (1,5-2 mm di diametro) vengono deposte in
genere di notte e schiudono dopo una settimana circa. Nel periodo
riproduttivo compaiono sul capo e sul dorso i tubercoli nuziali. Nel
primo anno di vita i giovani Cavedani si accrescono fino a superare
i 10 cm di lunghezza; al secondo anno misurano circa 15 cm e al
terzo raggiungono 20-25 cm. Nei laghi può raggiungere le maggiori
dimensioni con 60 cm di lunghezza e 3 Kg di peso.
Alimentazione:
è onnivoro e preda anche piccoli pesci, soprattutto quando raggiunge
le dimensioni maggiori.
Habitat:
è una specie che frequenta ambienti diversi. Nei fiumi caratterizza
la zona a Barbo (corso pedemontano), ma è frequente anche nella zona
a Ciprinidi (corso di pianura). E' abbastanza resistente
all'inquinamento.
Comportamento:
è specie prevalentemente gregaria; tendono ad isolarsi soltanto gli
esemplari più vecchi.
Distribuzione:
il Cavedano colonizza in Italia le acque del Nord, del Centro e del
Sud fino al Fiume Crati (Calabria). Studi recenti hanno evidenziato
l'esistenza nell'Italia centrale di una specie assai simile al
Cavedano e finora confuso con esso: il Cavedano etrusco (Leuciscus
lucumonis Bianco), dalle caratteristiche ancora poco conosciute.
Presenza in Umbria:
il Cavedano mostra in Umbria una diffusione molto ampia essendo
segnalato nelle acque di tutti i principali corsi d'acqua e laghi
della regione. Anche il Cavedano etrusco è presente nelle nostre
acque, ma la sua distribuzione non è ancora del tutto nota.
CAVEDANO
ETRUSCO
Ciprinidi
CAVEDANO ETRUSCO (Leuciscus lucumonis Bianco
)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
deve il proprio nome al fatto di essere esclusivo, almeno allo stato
attuale delle conoscenze, di alcuni corsi d'acqua toscani (Ombrone e
Era) del bacino dei fiumi Arno e Tevere. E' simile al Cavedano
comune con il quale è stato a lungo confuso. Morfologicamente si
differenzia per 7 raggi divisi nella pinna dorsale e 7-8 in quella
anale, ha 7-8 branchiospine. E' caratterizzato inoltre da 39-43
squame sulla linea laterale; il peritoneo è di colore variabile (da
argenteo a grigiastro per accumulo di melanofori); il dorso è
grigio-bluastro o grigio-brunastro con riflessi metallici, i fianchi
sono grigiastri o bruno-giallastri; il ventre è giallastro o
bianco-giallastro; le squame sono pigmentate da una fine
punteggiatura nera, più marcata centralmente che marginalmente; ha
pinne di colore giallastro chiaro, più o meno pigmentate di nero
lungo i raggi di sostegno. La lunghezza degli adulti oscilla da 9 a
20 cm. E' specie endemica italiana
Distribuzione:
è specie endemica ed è presente in Italia centrale (Toscana e
Umbria).
Presenza in Umbria:
in Umbria colonizza soltanto i corsi d'acqua ed è stato rinvenuto
nei bacini del Chiascio e Topino, nel bacino del Nestore, in quello
del Paglia ed in quello residuo del Tevere.
CEFALO
Mugilidi
CEFALO (Mugil cephalus Linnaeus)
Famiglia: Mugilidi
Morfologia:
il Cefalo ha il corpo fusiforme, poco compresso, e
coperto da grandi scaglie. La bocca, piccola, ha il
labbro superiore sottile ed è dotata di una o più serie
di denti. Il premascellare è protrattile. Nell'occhio è
presente una palpebra adiposa che si riscontra già in
individui di 3-5 cm. Ha due pinne dorsali assai
distanziate tra loro. I lobi della pinna caudale sono
acuti; il dorso è bluastro o quasi nero con riflessi
metallici, i fianchi, argentei, presentano alcune linee
longitudinali grigie, il ventre è bianco.
Riproduzione e
accrescimento:
eurialino: vive sia in mare che in acque salmastre e
dolci. Si riproduce in mare da luglio a dicembre e
diventa sessualmente maturo a 3 anni. Le uova, emesse in
più riprese, sono provviste di una goccia oleosa che le
fa galleggiare. Alla schiusa la larvetta misura 2-2,5 mm
ed è molto pigmentata. Gli adulti raggiungono al massimo
70 cm di lunghezza ed un peso di 8 Kg. L'accrescimento è
molto rapido soprattutto nel primo anno di vita (200-300
g di peso in ambienti ricchi di nutrimento).
Alimentazione:
è detritivoro, si alimenta di detriti organici di cui
sono ricchi i fanghi di certi fondali, di alghe e di
piccoli invertebrati.
Habitat:
presente alla foce dei fiumi che risale per brevi
tratti, ma frequenta soprattutto acque costiere poco
profonde, dove pascola sui bassi fondali sabbiosi o
rocciosi.
Comportamento:
è specie gregaria: si sposta di solito in branchi,
talvolta molto numerosi. E' un veloce nuotatore dotato
di notevole agilità, potendo effettuare, fuori
dall'acqua, dei salti lunghi anche 2-3 metri.
Distribuzione:
in Italia è autoctono ed è il mugilide più diffuso.
Presenza in Umbria:
in Umbria è presente nel Lago di Corbara e nel Lago
Trasimeno, dove viene seminato saltuariamente, mostrando
buoni risultati di crescita ma anche di non tollerare
inverni particolarmente rigidi. La sua presenza nel Lago
Trasimeno può considerarsi dei tutto occasionale.
COBITE
Cobitidi
COBITE (Cobitis taenia Linnaeus)
Famiglia: Cobitidae
Morfologia:
il Cobite ha capo piccolo con il profilo anteriore nettamente
obliquo, l'occhio è piuttosto piccolo e situato in alto. La bocca,
rivolta verso il basso, ha 3 barbigli per lato; quelli del terzo
paio sono piú sviluppati. Sotto l'occhio, alloggiata in una fessura,
è presente una piccola spina bifida. Le scaglie sono molto piccole e
di forma rotondeggiante. Il dorso e i fianchi sono bruno chiari
mentre il ventre è bianco-giallastro. Macchie nerastre piuttosto
grandi decorrono lungo i fianchi ed altre più piccole, a volte fuse
tra loro, decorrono più dorsalmente. Il bordo posteriore della pinna
caudale è diritto o leggermente convesso.
Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione inizia in aprile e può protrarsi fino a
luglio-agosto. Le uova, del diametro di 1 mm, vengono deposte in
numero elevato presso le rive, su pietre e piante acquatiche.
L'avannotto ha un accrescimento lento e la maturità sessuale è
raggiunta al 3° anno di età. I maschi difficilmente superano la
lunghezza di 6 cm, mentre le femmine possono arrivare a dimensioni
doppie.
Alimentazione:
si nutre di zooplancton (copepodi, cladoceri) ma anche di alghe
verdi: dragando con la bocca il fondo, ricerca attivamente anche
larve di insetti (soprattutto chironomidi), nematodi ed altri
invertebrati.
Habitat:
vive in acque correnti o ferme, a fondo melmoso, limpide e poco
profonde. Di giorno si acquatta fra le pietre o si infossa nella
melma, svolgendo la sua attività soprattutto di notte.
Comportamento:
è specie sedentaria: se disturbata fugge, ma torna presto nel suo
ambiente prescelto. Si riunisce, in genere, in gruppi di 5
individui. Caratteristico il comportamento del maschio che si
avvolge attorno al corpo della femmina per provocare l'emissione
delle uova. Curioso anche il fatto che questo pesciolino, quando ha
urgente bisogno di ossigeno, si porti in superficie ad "abboccare"
aria, la quale, ceduto l'ossigeno a livello gastrico, viene
eliminata dall'ano.
Distribuzione:
in Italia questa specie è autoctona ed è distribuita nelle regioni
settentrionali e in quelle centrali, ma non sono definiti i limiti
precisi dell'areale.
Presenza in Umbria:
in Umbria è presente nell' intero tratto del Tevere (ad eccezione
dei bacini artificiali di Corbara ed Alviano), nel Nestore, nel
tratto finale del fiume Chiascio e in alcuni suoi affluenti (Ose,
Topino e Timia). E presente inoltre nel lago Trasimeno, Piediluco e
nel piccolo Marroggia.
COREGONE
Salmonidi
COREGONE LAVARELLO (Coregonus sp. forma
hybrida)
Famiglia: Salmonidae
Morfologia:
la presenza di due pinne dorsali, la prima fornita di raggi ossei e
la seconda priva di questi (pinna adiposa), fa includere i Coregoni
nel gruppo dei Salmonidi, anche se presentano alcuni caratteri
differenziali, quali bocca piccola, scaglie cicloidi più grandi e
stadi giovanili che non presentano le macchie scure sui fianchi. Le
specie che appartengono al genere Coregonus, l'unico presente in
Italia, sono di difficile riconoscimento a causa dell'estrema
variabilità individuale e della facilità di ibridazione. Il Coregone
lavarello, che è una forma ibrida derivata dall'incrocio di specie
diverse, presenta dorso grigio-azzurro, fianchi argentei e ventre
bianco; le pinne sono di colore grigio-chiaro.
Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione ha luogo in autunno-inverno e le uova (2,5-3 mm di
diametro) vengono deposte in acque poco profonde, su fondi ghiaiosi
e sabbiosi. La schiusa si verifica dopo 2-3 mesi. Durante il periodo
riproduttivo compaiono su tutto il corpo i tubercoli nuziali, più
sviluppati nei maschi rispetto alle femmine. La maturità sessuale
viene raggiunta precocemente e già ad un anno di età è in grado di
riprodursi. L'accrescimento è condizionato dalla disponibilità del
cibo e da fenomeni di competizione; quando le condizioni ambientali
non sono favorevoli si possono verificare fenomeni di nanismo. Di
solito non oltrepassa i 3 Kg di peso.
Alimentazione:
il Coregone lavarello è prevalentemente planctofago, ma anche
piccoli crostacei, molluschi e larve di insetti possono far parte
della sua dieta.
Habitat:
le varie specie che appartengono al genere Coregonus, e quindi anche
il Lavarello, si rinvengono nei luoghi profondi caratterizzati da
acque limpide e bene ossigenate.
Comportamento:
è un pesce gregario, che può formare branchi di numerosi individui.
Vive a vari metri di profondità nelle zone aperte dei laghi e si
avvicina a riva solo per la riproduzione.
Distribuzione:
la presenza del Coregone lavarello in Italia è conseguente alla
introduzione in alcuni laghi settentrionali di specie diverse del
genere Coregonus provenienti dalla Svizzera. Nelle nostre acque tali
specie hanno dato origine ad una forma ibrida, il Coregone lavarello
appunto, che è stato in seguito diffuso in numerosi altri laghi,
anche in Umbria.
Presenza in Umbria:
in Umbria è tutt'ora presente nel Lago di Piediluco.