CARPA

Ciprinidi

CARPA (Cyprinus carpio Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae

Morfologia:
la Carpa ha una bocca molto protrattile, provvista di labbra carnose; agli angoli di essa sono presenti un paio di barbigli e un altro paio sul labbro superiore. In Italia esiste la varietà "regina" con il corpo interamente ricoperto di scaglie, che è la più comune nelle nostre acque, la varietà "nuda" o "cuoio", completamente priva di scaglie e con il corpo più tozzo e la varietà "a specchi", con grandi scaglie situate soprattutto sul dorso, lungo la linea laterale e sul ventre. La Carpa regina ha il dorso bruno-olivastro, fianchi con riflessi bronzei-dorati e ventre giallastro. Le pinne sono verdastre talvolta tendenti al rossiccio.

Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da maggio a luglio. Durante la frega i maschi presentano sul capo e sulle pinne piccole protuberanze cornee denominate tubercoli nuziali. Le uova, deposte in numero di 100-200.000/Kg di peso vivo, aderiscono alla vegetazione sommersa e schiudono dopo 3-8 giorni a seconda della temperatura. La maturità sessuale è raggiunta a 3 anni dai maschi e a 3-4 anni dalle femmine. Alla schiusa la larvetta misura 4-4,4 mm; al terzo anno raggiunge 25-30 cm di lunghezza e 450-500 g di peso. La carpa è molto longeva e sembra possa vivere fino a 30 anni. Puó arrivare eccezionalmente a 130 cm di lunghezza e 30-32 Kg di peso, ma già un peso superiore ai 10 Kg è piuttosto raro.

Alimentazione:
onnivora, si nutre soprattutto di piccoli organismi del fondo come lombrichi, molluschi, larve d'insetti, ed occasionalmente anche di girini, avannotti di altri pesci e idrofite (piante acquatiche). D'inverno cessa quasi di alimentarsi rimanendo seminascosta nella melma.

Habitat:
vive soprattutto in acque stagnanti o a corso lento con fondo fangoso e abbondante vegetazione. Oltre i laghi popola il corso medio e inferiore dei fiumi di tutte le regioni d'Italia, isole comprese; è il tipico rappresentante della zona a Ciprinidi dei nostri fiumi.

Comportamento:
è specie timida; da giovane conduce vita gregaria. Svolge la sua attività prevalentemente di notte.

Distribuzione:
indigena della Russia meridionale e dell'Asia orientale, e stata probabilmente introdotta in Italia dai Romani ed oggi è uno dei pesci d'acqua dolce più diffusi. In Italia è presente nei laghi submontani grandi e piccoli e nei tratti medi ed inferiori dei fiumi di tutte le regioni.

Presenza in Umbria:
in Umbria è segnalata in tutti i laghi e bacini artificiali, nel Tevere e nel tratto inferiore dei principali corsi d'acqua della regione (Nera, Paglia, Nestore, Chiascio e Topino); inoltre è presente nei torrenti Chiani, Fersinone, Timia, Ose, Niccone, Carpina e Rio Grande.

 

 

CARPA ERBIVORA

Ciprinidi

CARPA ERBIVORA (Ctenopharyngodon idellus Valenciannes)
Famiglia: Cyprinidae

Morfologia:
la Carpa erbivora ha corpo affusolato e slanciato, più simile nella forma al Cavedano che alla Carpa. La testa è piuttosto larga ed il muso è relativamente corto; la bocca è ampia, terminale e priva di barbigli. Il dorso è di colore scuro, i fianchi bruno-argentei, il ventre bianco; le pinne hanno una colorazione abbastanza variabile, con toni dal bruno all'arancione.

Riproduzione e accrescimento:
in Italia la Carpa erbivora non si riproduce in natura; nelle località di origine la frega ha luogo tra aprile ed agosto. Dove le condizioni ambientali lo consentono raggiunge la maturità sessuale dopo aver superato i 2 anni di età ed una lunghezza di circa 60 cm.
L'accrescimento è molto rapido: la Carpa erbivora può raggiungere 5 Kg di peso già al termine del terzo anno di vita. Le massime dimensioni raggiunte oltrepassano i 20 Kg di peso.

Alimentazione:
gli adulti sono onnivori, anche se la dieta è composta quasi esclusivamente da piante acquatiche; i giovani sono prevalentemente planctofagi.

Habitat:
vive di preferenza nelle acque stagnanti o a lento corso (zona a Ciprinidi), soprattutto nei luoghi più ricchi di vegetazione. E' in grado di tollerare bene variazioni anche notevoli di temperatura, salinità ed ossigenazione, ma se i fattori ambientali non sono ottimali non è in grado di riprodursi naturalmente.

Comportamento:
nelle località di origine (Asia orientale) la riproduzione ha luogo in piena corrente; le uova rimangono sospese nell'acqua e trascinate a valle dalla corrente stessa; la schiusa avviene perciò a molti chilometri di distanza dai luoghi di deposizione.

Distribuzione:
è originaria dei bacini dei fiumi Amur (Russio) e Yangtzee (Cina). In Italia è stata introdotta nel tentativo di limitare l'eccessivo sviluppo delle piante acquatiche, che costituiscono il suo principale alimento.

Presenza in Umbria:
in Umbria è presente con certezza nel Lago Trasimeno, dove sono stati immessi a scopo sperimentale un numero assai limitato di individui. La sua presenza è stata segnalata anche nei laghi di Arezzo di Spoleto, di Corbara e Recentino e nel tratto inferiore del Fiume Nera e del Torrente Aia. In ogni caso è una specie molto rara nelle acque della nostra regione.

 

 

CAVEDANO

Ciprinidi

CAVEDANO (Leuciscus cephalus Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae

Morfologia:
il Cavedano presenta corpo slanciato con dorso grigio-bluastro o grigio-verdastro, fianchi argentei, ventre bianco e pinne grigiastre: le scaglie sono grandi e punteggiate di nero ai margini. La bocca abbastanza ampia e terminale, è priva di barbigli.

Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da aprile a giugno; le femmine maturano a circa 3 anni ed i maschi a 2. Le uova (1,5-2 mm di diametro) vengono deposte in genere di notte e schiudono dopo una settimana circa. Nel periodo riproduttivo compaiono sul capo e sul dorso i tubercoli nuziali. Nel primo anno di vita i giovani Cavedani si accrescono fino a superare i 10 cm di lunghezza; al secondo anno misurano circa 15 cm e al terzo raggiungono 20-25 cm. Nei laghi può raggiungere le maggiori dimensioni con 60 cm di lunghezza e 3 Kg di peso.

Alimentazione:
è onnivoro e preda anche piccoli pesci, soprattutto quando raggiunge le dimensioni maggiori.

Habitat:
è una specie che frequenta ambienti diversi. Nei fiumi caratterizza la zona a Barbo (corso pedemontano), ma è frequente anche nella zona a Ciprinidi (corso di pianura). E' abbastanza resistente all'inquinamento.

Comportamento:
è specie prevalentemente gregaria; tendono ad isolarsi soltanto gli esemplari più vecchi.

Distribuzione:
il Cavedano colonizza in Italia le acque del Nord, del Centro e del Sud fino al Fiume Crati (Calabria). Studi recenti hanno evidenziato l'esistenza nell'Italia centrale di una specie assai simile al Cavedano e finora confuso con esso: il Cavedano etrusco (Leuciscus lucumonis Bianco), dalle caratteristiche ancora poco conosciute.

Presenza in Umbria:
il Cavedano mostra in Umbria una diffusione molto ampia essendo segnalato nelle acque di tutti i principali corsi d'acqua e laghi della regione. Anche il Cavedano etrusco è presente nelle nostre acque, ma la sua distribuzione non è ancora del tutto nota.

 

CAVEDANO ETRUSCO

Ciprinidi

CAVEDANO ETRUSCO (Leuciscus lucumonis Bianco )
Famiglia: Cyprinidae

Morfologia:
deve il proprio nome al fatto di essere esclusivo, almeno allo stato attuale delle conoscenze, di alcuni corsi d'acqua toscani (Ombrone e Era) del bacino dei fiumi Arno e Tevere. E' simile al Cavedano comune con il quale è stato a lungo confuso. Morfologicamente si differenzia per 7 raggi divisi nella pinna dorsale e 7-8 in quella anale, ha 7-8 branchiospine. E' caratterizzato inoltre da 39-43 squame sulla linea laterale; il peritoneo è di colore variabile (da argenteo a grigiastro per accumulo di melanofori); il dorso è grigio-bluastro o grigio-brunastro con riflessi metallici, i fianchi sono grigiastri o bruno-giallastri; il ventre è giallastro o bianco-giallastro; le squame sono pigmentate da una fine punteggiatura nera, più marcata centralmente che marginalmente; ha pinne di colore giallastro chiaro, più o meno pigmentate di nero lungo i raggi di sostegno. La lunghezza degli adulti oscilla da 9 a 20 cm. E' specie endemica italiana

Distribuzione:
è specie endemica ed è presente in Italia centrale (Toscana e Umbria).

Presenza in Umbria:
in Umbria colonizza soltanto i corsi d'acqua ed è stato rinvenuto nei bacini del Chiascio e Topino, nel bacino del Nestore, in quello del Paglia ed in quello residuo del Tevere.
 

CEFALO

Mugilidi

CEFALO (Mugil cephalus Linnaeus)
Famiglia: Mugilidi

Morfologia:
il Cefalo ha il corpo fusiforme, poco compresso, e coperto da grandi scaglie. La bocca, piccola, ha il labbro superiore sottile ed è dotata di una o più serie di denti. Il premascellare è protrattile. Nell'occhio è presente una palpebra adiposa che si riscontra già in individui di 3-5 cm. Ha due pinne dorsali assai distanziate tra loro. I lobi della pinna caudale sono acuti; il dorso è bluastro o quasi nero con riflessi metallici, i fianchi, argentei, presentano alcune linee longitudinali grigie, il ventre è bianco.

Riproduzione e accrescimento:
eurialino: vive sia in mare che in acque salmastre e dolci. Si riproduce in mare da luglio a dicembre e diventa sessualmente maturo a 3 anni. Le uova, emesse in più riprese, sono provviste di una goccia oleosa che le fa galleggiare. Alla schiusa la larvetta misura 2-2,5 mm ed è molto pigmentata. Gli adulti raggiungono al massimo 70 cm di lunghezza ed un peso di 8 Kg. L'accrescimento è molto rapido soprattutto nel primo anno di vita (200-300 g di peso in ambienti ricchi di nutrimento).

Alimentazione:
è detritivoro, si alimenta di detriti organici di cui sono ricchi i fanghi di certi fondali, di alghe e di piccoli invertebrati.

Habitat:
presente alla foce dei fiumi che risale per brevi tratti, ma frequenta soprattutto acque costiere poco profonde, dove pascola sui bassi fondali sabbiosi o rocciosi.

Comportamento:
è specie gregaria: si sposta di solito in branchi, talvolta molto numerosi. E' un veloce nuotatore dotato di notevole agilità, potendo effettuare, fuori dall'acqua, dei salti lunghi anche 2-3 metri.

Distribuzione:
in Italia è autoctono ed è il mugilide più diffuso.

Presenza in Umbria:
in Umbria è presente nel Lago di Corbara e nel Lago Trasimeno, dove viene seminato saltuariamente, mostrando buoni risultati di crescita ma anche di non tollerare inverni particolarmente rigidi. La sua presenza nel Lago Trasimeno può considerarsi dei tutto occasionale.
 

 

COBITE

Cobitidi

COBITE (Cobitis taenia Linnaeus)
Famiglia: Cobitidae

Morfologia:
il Cobite ha capo piccolo con il profilo anteriore nettamente obliquo, l'occhio è piuttosto piccolo e situato in alto. La bocca, rivolta verso il basso, ha 3 barbigli per lato; quelli del terzo paio sono piú sviluppati. Sotto l'occhio, alloggiata in una fessura, è presente una piccola spina bifida. Le scaglie sono molto piccole e di forma rotondeggiante. Il dorso e i fianchi sono bruno chiari mentre il ventre è bianco-giallastro. Macchie nerastre piuttosto grandi decorrono lungo i fianchi ed altre più piccole, a volte fuse tra loro, decorrono più dorsalmente. Il bordo posteriore della pinna caudale è diritto o leggermente convesso.

Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione inizia in aprile e può protrarsi fino a luglio-agosto. Le uova, del diametro di 1 mm, vengono deposte in numero elevato presso le rive, su pietre e piante acquatiche. L'avannotto ha un accrescimento lento e la maturità sessuale è raggiunta al 3° anno di età. I maschi difficilmente superano la lunghezza di 6 cm, mentre le femmine possono arrivare a dimensioni doppie.

Alimentazione:
si nutre di zooplancton (copepodi, cladoceri) ma anche di alghe verdi: dragando con la bocca il fondo, ricerca attivamente anche larve di insetti (soprattutto chironomidi), nematodi ed altri invertebrati.

Habitat:
vive in acque correnti o ferme, a fondo melmoso, limpide e poco profonde. Di giorno si acquatta fra le pietre o si infossa nella melma, svolgendo la sua attività soprattutto di notte.

Comportamento:
è specie sedentaria: se disturbata fugge, ma torna presto nel suo ambiente prescelto. Si riunisce, in genere, in gruppi di 5 individui. Caratteristico il comportamento del maschio che si avvolge attorno al corpo della femmina per provocare l'emissione delle uova. Curioso anche il fatto che questo pesciolino, quando ha urgente bisogno di ossigeno, si porti in superficie ad "abboccare" aria, la quale, ceduto l'ossigeno a livello gastrico, viene eliminata dall'ano.

Distribuzione:
in Italia questa specie è autoctona ed è distribuita nelle regioni settentrionali e in quelle centrali, ma non sono definiti i limiti precisi dell'areale.

Presenza in Umbria:
in Umbria è presente nell' intero tratto del Tevere (ad eccezione dei bacini artificiali di Corbara ed Alviano), nel Nestore, nel tratto finale del fiume Chiascio e in alcuni suoi affluenti (Ose, Topino e Timia). E presente inoltre nel lago Trasimeno, Piediluco e nel piccolo Marroggia.
 

 

COREGONE

Salmonidi

COREGONE LAVARELLO (Coregonus sp. forma hybrida)
Famiglia: Salmonidae

Morfologia:
la presenza di due pinne dorsali, la prima fornita di raggi ossei e la seconda priva di questi (pinna adiposa), fa includere i Coregoni nel gruppo dei Salmonidi, anche se presentano alcuni caratteri differenziali, quali bocca piccola, scaglie cicloidi più grandi e stadi giovanili che non presentano le macchie scure sui fianchi. Le specie che appartengono al genere Coregonus, l'unico presente in Italia, sono di difficile riconoscimento a causa dell'estrema variabilità individuale e della facilità di ibridazione. Il Coregone lavarello, che è una forma ibrida derivata dall'incrocio di specie diverse, presenta dorso grigio-azzurro, fianchi argentei e ventre bianco; le pinne sono di colore grigio-chiaro.

Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione ha luogo in autunno-inverno e le uova (2,5-3 mm di diametro) vengono deposte in acque poco profonde, su fondi ghiaiosi e sabbiosi. La schiusa si verifica dopo 2-3 mesi. Durante il periodo riproduttivo compaiono su tutto il corpo i tubercoli nuziali, più sviluppati nei maschi rispetto alle femmine. La maturità sessuale viene raggiunta precocemente e già ad un anno di età è in grado di riprodursi. L'accrescimento è condizionato dalla disponibilità del cibo e da fenomeni di competizione; quando le condizioni ambientali non sono favorevoli si possono verificare fenomeni di nanismo. Di solito non oltrepassa i 3 Kg di peso.

Alimentazione:
il Coregone lavarello è prevalentemente planctofago, ma anche piccoli crostacei, molluschi e larve di insetti possono far parte della sua dieta.

Habitat:
le varie specie che appartengono al genere Coregonus, e quindi anche il Lavarello, si rinvengono nei luoghi profondi caratterizzati da acque limpide e bene ossigenate.

Comportamento:
è un pesce gregario, che può formare branchi di numerosi individui. Vive a vari metri di profondità nelle zone aperte dei laghi e si avvicina a riva solo per la riproduzione.

Distribuzione:
la presenza del Coregone lavarello in Italia è conseguente alla introduzione in alcuni laghi settentrionali di specie diverse del genere Coregonus provenienti dalla Svizzera. Nelle nostre acque tali specie hanno dato origine ad una forma ibrida, il Coregone lavarello appunto, che è stato in seguito diffuso in numerosi altri laghi, anche in Umbria.

Presenza in Umbria:
in Umbria è tutt'ora presente nel Lago di Piediluco.