LAMPREDA
Petromizontidi
LAMPREDA (Lampetra planerii Bloch)
Famiglia: Petromyzontidae
Morfologia:
la Lampreda comune fa parte del gruppo dei Ciclostomi che non
possono essere considerati veri e propri pesci. Si tratta di
vertebrati piuttosto primitivi che hanno mantenuto strutture
caratteristiche, quali ad esempio la bocca circolare a ventosa,
sprovvista di mascelle, e la mancanza di pinne pari (pinne pettorali
e ventrali). E' caratterizzata da corpo anguilliforme e da due pinne
dorsali quasi contigue; il dorso e i lati assumono una colorazione
che sfuma dal blu scuro al grigio-verde, mentre il ventre è
bianco-argenteo. Mancano gli opercoli e le cavità branchiali
comunicano con l'esterno mediante 7 fori disposti orizzontalmente
dietro l'occhio.
Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione ha luogo in primavera (marzo-giugno), periodo in cui
la regione boccale e, nelle femmine, quella anale, assumono una
caratteristica colorazione rosso-ruggine. Le uova (al massimo 2.000)
vengono deposte in piccole buche scavate su fondi sabbiosi e
ghiaiosi; i genitori durante questo periodo non si alimentano e
muoiono dopo la deposizione. La schiusa avviene dopo pochi giorni e
le larve, cieche e prive di denti, trascorrono un periodo di circa
3-5 anni prima di iniziare la metamorfosi che le porterà allo stadio
adulto (soltanto in questa fase compaiono gli occhi e la bocca è
provvista di denti).
Alimentazione:
le larve si nutrono di piccoli animali che trovano sul fondo dei
corsi d'acqua (larve di insetti ed anellidi), ma i principali
componenti della dieta sono diatomee ed altre piccole alghe. Gli
adulti non si alimentano.
Habitat:
vive soprattutto nel tratto superiore di fiumi, torrenti e ruscelli,
di preferenza nelle zone a fondo fangoso. La sua presenza è in
progressiva diminuzione a causa delle alterazioni degli ambienti
acquatici causate dall'uomo.
Comportamento:
durante l'inverno forma piccoli gruppi composti da 4-12 individui
che vivono sprofondati nel fango.
Distribuzione:
in Italia è diffusa nelle regioni centro-meridionali.
Presenza in Umbria:
in Umbria è specie rara ed è attualmente limitata ai tratti
superiori dei fiumi Clitunno e Chiascio e al tratto inferiore del
torrente Vetorno. Nel passato era presente nelle acque umbre anche
una seconda specie appartenente ai Ciclostomi, la Lampreda di fiume
(Lampetra fluviatilis L.) che risaliva il Tevere dalla foce per
deporre le uova; in tempi recenti è tuttavia scomparsa.
LASCA
Ciprinidi
LASCA (Chondrostoma genei
Bonaparte)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Lasca ha corpo slanciato con dorso bruno, fianchi
argentei percorsi da una fascia scura, ventre
bianco-argenteo; la base delle pinne ventrali e
pettorali è colorata di arancione. Assai caratteristica
è la forma della bocca, simile soltanto alla Savetta,
per la posizione rivolta verso il basso e per la
presenza di labbra cornee.
Riproduzione e
accrescimento:
la riproduzione ha luogo in un periodo compreso fra
marzo e maggio, su fondali ciottolosi o ghiaiosi. Le
uova hanno un diametro di 1,5 mm circa ed aderiscono al
fondo; la schiusa avviene all'incirca 10 giorni dopo la
deposizione. Gli individui adulti non superano i 25 cm
di lunghezza.
Alimentazione:
la sua dieta è di tipo onnivoro ed è composta dagli
organismi vegetali ed animali che ricoprono il fondo.
Habitat:
è una specie che frequenta soprattutto le acque correnti
in branchi più o meno numerosi; si rinviene comunque
anche in acque poco turbolente ed anche nei laghi.
Comportamento:
è specie gregaria che vive di solito abbastanza in
profondità. Si alimenta raschiando il fondo grazie alla
forma particolare della bocca.
Distribuzione:
in Italia è indigena delle regioni settentrionali e di
quelle centrali del versante adriatico.
Presenza in Umbria:
in Umbria è stata introdotta con i ripopolamenti.
frammista ad altre specie. La sua presenza interessa il
tratto medio e superiore del fiume Tevere, i settori più
a valle dei fiumi Chiascio e Puglia e dei bacini dei
Paglia e del Nestore. E' segnalata anche nelle acque dei
laghi artificiali di Corbara, Alviano e Recentino.
LATTERINO
Aterinidi
LATTERINO (Atherina
boyeri Risso)
Famiglia: Atherinidae
Morfologia:
il Latterino ha il profilo dorsale quasi
dritto; la bocca è obliqua e si apre
superiormente. Ha due pinne dorsali
nettamente distanziate; la pinna caudale è
forcuta. Il dorso è generalmente verdastro
con riflessi metallici. Sui fianchi decorre
una fascia argentea affiancata al di sotto
da una sottile linea bruna; il ventre è
argenteo.
Riproduzione e
accrescimento:
si riproduce da aprile a settembre e le uova
vengono deposte un pò alla volta ad
intervalli di alcuni giorni. Queste sono
provviste di appendici filiformi con le
quali aderiscono alla vegetazione ed alle
pietre del fondo, schiudendo dopo 12-13
giorni. Le larve misurano alla schiusa 6 mm
circa. Gli adulti possono raggiungere le
dimensioni massime di 13-14 cm, ma la taglia
più comune è di 8-10 cm.
L'età massima è di 2-3 anni, ma sembra possa
vivere fino a 5 anni.
Alimentazione:
è specie prevalentemente zooplanctofaga
(cladoceri e copepodi) ma nei laghi e nei
fiumi gli adulti possono essere anche
bentonici, predando larve di insetti, vermi
e piccoli molluschi.
Habitat:
eurialino, vive sia in mare che in acque
salmastre e dolci dove prevalentemente si
riproduce. E' specie non rustica e sensibile
alla diminuzione della concentrazione di
ossigeno e alla presenza di sostanze
tossiche.
Comportamento:
è specie gregaria e molto predata.
Distribuzione:
diffuso in Italia lungo le coste, nelle
lagune e nell'ultimo tratto dei fiumi.
Presenza in
Umbria:
la sua presenza in Umbria è limitata al Lago
Trasimeno (dove fu immesso nel 1920) e al
Lago di Piediluco.
LUCCIO
Esocidi
LUCCIO (Esox
lucius Linnaeus)
Famiglia: Esocidae
Morfologia:
il Luccio ha il corpo allungato
e poco compresso ai lati, con la
pinna dorsale situata assai
posteriormente, vicino alla
caudale. Molto caratteristica è
la forma del muso, prominente ed
appiattito, a becco d'anatra; la
bocca è assai ampia, fornita di
denti robusti ed acuminati. La
colorazione può essere
variabile: generalmente presenta
dorso scuro, fianchi
marmorizzati di macchie
bianco-argentee con tinta di
fondo verde, ventre bianco
giallastro. Le pinne sono di
color giallo-rossastro con
macchie nere.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da febbraio a marzo
in ambienti ricchi di
vegetazione, alla quale
aderiscono le uova (2,5-3 mm di
diametro), deposte da ogni
femmina in numero variabile da
18.000 a 35.000 per Kg di peso.
Di norma la schiusa avviene dopo
10-15 giorni e le larve misurano
alla nascita circa 9 mm. La
piena maturità sessuale si
realizza attorno ai 2-3 anni di
età nei maschi e ai 3-4 nelle
femmine. La crescita è assai
variabile, in relazione alla
temperatura dell'acqua e alle
disponibilità alimentari. Di
solito è comunque abbastanza
rapida; il Luccio può
raggiungere infatti una
lunghezza di 20 cm durante il
primo anno di vita, di 25-30 cm
nel secondo e 40-60 cm nel
terzo. In condizioni ottimali
raggiunge 20 Kg di peso.
Alimentazione:
da adulto si ciba quasi
esclusivamente di pesci ed è
considerato predatore assai
vorace ed insaziabile. Tale fama
è tuttavia in gran parte
esagerata; il Luccio
contribuisce, al contrario,
all'equilibrio delle popolazioni
dei Ciprinidi, di cui si nutre,
eliminando gli individui più
deboli o malati.
Habitat:
vive soprattutto nelle acque
stagnanti e nel tratto di
pianura dei fiumi (zona a
Ciprinidi), dove predilige le
zone ricche di vegetazione. Pur
non essendo una specie
particolarmente sensibile, il
Luccio è in numerose località in
progressiva diminuzione,
soprattutto a causa delle
alterazioni delle zone
rivierasche (canneto) che
rappresentano per questa specie
i luoghi ideali per la caccia e
per la riproduzione. Molto
spesso è anche oggetto di una
eccessiva pressione di pesca.
Comportamento:
caccia rimanendo immobile fra le
piante acquatiche, tra le quali
si mimetizza molto bene, in
attesa che la preda si avvicini.
Distribuzione:
il Luccio è distribuito in
Europa, Asia e Nord-America; in
Italia è originario delle
regioni centro-settentrionali,
ma è stato introdotto un
po'dovunque dall'uomo.
Presenza in Umbria:
in Umbria è comune nel Lago
Trasimeno e nel Lago di
Piediluco; è segnalato inoltre
nel tratto terminale dei fiumi
Tevere, Nera, Paglia, Velino,
nel Torrente Aia e in alcuni
bacini artificiali (Corbara,
Alviano, S. Liberato e Recentino).
LUCCIOPERCA
Percidi
LUCCIOPERCA (Stizostedion
lucioperca Linnaeus)
Famiglia: Percidae
Morfologia:
il Lucioperca ha il corpo di forma allungata e il capo
lungo e appiattito. La bocca è ampia e raggiunge il
margine anteriore dell'occhio. Come nel Persico reale
sono presenti due pinne dorsali contigue: la prima è
sostenuta da 13-17 raggi spinosi, mentre la seconda ha i
primi 3 raggi spinosi ed i restanti (da 19 a 24) molli e
flessibili. Il dorso si presenta grigio-verde con
macchie più scure a formare delle bande verticali sui
fianchi che possono sfumare e scomparire negli esemplari
più grandi; il ventre è bianco-argenteo.
Riproduzione e
accrescimento:
la riproduzione avviene fra aprile e maggio, le uova
misurano un diametro di 1-1,5 mm e vengono deposte a 1-3
m di profondità, su substrati ghiaiosi o ammassi di
detriti vegetali. Il loro numero varia da 150.000 a
260.000 per Kg di peso corporeo. La schiusa si verifica
dopo circa una settimana e le larve misurano circa 6 mm
di lunghezza. La maturità sessuale viene raggiunta in un
periodo compreso fra il 2° ed il 4° anno di età nei
maschi e tra il 3°-5° nelle femmine. L'accrescimento è
rapido: durante il primo anno di vita raggiunge una
lunghezza di 10-15 cm, mentre a 6 anni misura fino a 55
cm. Gli esemplari di maggiori dimensioni possono
raggiungere 130 cm di lunghezza ed un peso di 15 Kg.
Secondo alcuni autori il Lucioperca mostrerebbe nel
bacino del Tevere un ritmo di sviluppo ancora più
rapido.
Alimentazione:
è un pesce molto vorace la cui dieta, fin dallo stadio
giovanile, è costituita da larve di insetti, crostacei e
pesci, che diventano la componente quasi esclusiva per
gli esemplari adulti.
Habitat:
vive in acque stagnanti e nei tratti terminali dei corsi
d'acqua (zona della Carpa e della Tinca). Predilige
acque torbide con fondo non fangoso ma solido e zone
prive di vegetazione.
Comportamento:
è in genere sedentario e può vivere isolato o in piccoli
branchi: di solito staziona nelle zone di maggiore
profondità per avvicinarsi alle rive soltanto quando è
in cerca di cibo
Distribuzione:
è una specie originaria dell'Europa centro-orientale, ma
è stata introdotta in numerose altre regioni europee,
Italia compresa. Fin dal 1964 è stato immesso nel Lago
di Corbara, dove si è ben acclimatato, ed in seguito si
è andato diffondendo anche in altre località, sia
spontaneamente che per opera dell'uomo.
Presenza in Umbria:
è segnalata nel tratto inferiore dei fiumi Tevere,
Paglia, Chiani e Nera e nei bacini artificiali di
Corbara, Alviano, S. Liberato e Arezzo di Spoleto.