SPINARELLO

Gasterosteidi

SPINARELLO (Gasterosteus aculeatus Linnaeus)
Famiglia: Gasterosteidae

Morfologia:
lo Spinarello ha il corpo fusiforme con il peduncolo caudale molto sottile. La bocca è piccola con denti minuti e termina obliqua. Sono presenti due pinne dorsali: la prima è costituita solo da due raggi spiniformi, la seconda è fornita di un corto raggio spiniforme e 10-12 raggi molli. Il corpo è privo di scaglie ed è in parte ricoperto da placche ossee che si rimpiccoliscono alla coda. La pinna caudale è tronca e triangolare. Il dorso e i fianchi sono bruni, il ventre bianco o giallastro.

Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da aprile a luglio. I maschi costruiscono e fissano sul fondo un nido con frustoli vegetali saldati da una particolare secrezione mucosa che lo spinarello stesso produce. Le dimensioni degli adulti possono variare da 5 a 12 cm. La femmina raggiunge in genere una lunghezza maggiore del maschio e depone da 100 a 400 uova che schiudono dopo una decina di giorni. Durante il periodo riproduttivo i maschi assumono colori essai brillanti: il dorso presenta riflessi bluastri, le parti inferiori rosse e gli occhi verde smeraldo.

Alimentazione:
è prevalentemente carnivoro: si nutre di piccoli crostacei, lombrichi, larve d'insetti, uova, piccoli avannotti e talvolta anche di sostanze vegetali.

Habitat:
è specie eurialina frequentando sia le acque salmastre che quelle dolci. In ltalia è autoctono ed è presente soltanto nelle acque dolci. Predilige acque ricche di vegetazione a lento decorso e puó adattarsi a condizioni ambientali sfavorevoli.

Comportamento:
vivace e molto combattivo, è di regola gregario; i branchi possono avere 20-40 e più individui. Tipico il rituale riproduttivo: il maschio attira più femmine nel nido prima di entrarvi per fecondare le uova. Rimane poi a sorvegliare e difendere il nido da predatori durante l'incubazione delle uova e fino a quando le larve non hanno una decina di giorni.

Distribuzione:
è presente in quasi tutta l'Europa. In Italia è specie autoctona, salvo in Piemonte, Sardegna e alcuni laghi veneti dove risulta introdotta; manca in Sicilia.

Presenza in Umbria:
in Umbria si rinviene nel tratto superiore del Fiume Tevere (fino ad Umbertide) ed inoltre nei fiumi Nestore, Paglia, Nera, Velino, Timia, Clitunno e nel Torrente Puglia.