SAVETTA
Ciprinidi
SAVETTA (Chondrostoma soetta Bonaparte)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Savetta ha corpo abbastanza slanciato e non molto compresso ai
lati; molto simile alla Lasca, si riconosce da questa per le
maggiori dimensioni e per la mancanza della banda scura sui fianchi.
Il muso è prominente, il dorso scuro (grigio-blu e anche nero) con
riflessi verdastri. La colorazione diventa più chiara ai lati con
riflessi argentei; il ventre si presenta bianco-giallastro e le
pinne sono in genere scure con sfumature giallo-rossastre.
Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione ha luogo da aprile a maggio ed avviene in genere di
notte, in vicinanza delle rive; le uova, deposte su ghiaia o sabbia
grossa, si schiudono dopo una settimana circa. La maturità sessuale
viene raggiunta in genere al terzo anno di età in entrambi i sessi.
L'accrescimento è lento: durante il primo anno di vita i giovani
individui raggiungono una lunghezza di 5 cm, nel secondo anno
misurano fino a 9-10 cm, nel terzo 15 cm e nel quarto 20 cm. A
completa maturazione raggiunge i 30-40 cm di lunghezza ed i 50-700
gr di peso.
Alimentazione:
è un tipico pesce di fondo e l'alimentazione è a base di organismi
animali e vegetali.
Habitat:
predilige i corsi d'acqua di grandi dimensioni ove l'acqua scorre
limpida e veloce, ma è frequente anche in acque più lento e
profonde.
Comportamento:
durante il periodo riproduttivo (primavera) compie vere e proprie
migrazioni, risalendo in branchi numerosi i corsi d'acqua minori,
affluenti dei fiumi in cui vive.
Distribuzione:
è specie indigena dell'Italia settentrionale.
Presenza in Umbria:
in Umbria è specie rara, comparsa in seguito alle pratiche di
ripopolamento effettuate con materiale ittico proveniente dal Nord
Italia. E' presente nel Lago di Arezzo di Spoleto ed è stata
segnalata anche in varie località dei Fiume Tevere. La reale
diffusione della Savetta in Umbria va comunque verificata, vista la
probabile confusione con la più comune Lasca.
SCARDOLA
Ciprinidi
SCARDOLA (Scardinius
erythrophthalmus Linnaeus)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Scardola ha un corpo alto e compresso, con scaglie
grandi. La bocca obliqua e priva di barbigli. La pinna
dorsale è in posizione abbastanza arretrata ed in genere
inizia posteriormente all'inserzione delle pinne
ventrali. La colorazione è scura sul dorso, con fianchi
e ventre argentei, le pinne assumono tonalità rosse od
aranciate in misura varia, in genere più accentuate
negli esemplari piccoli.
Riproduzione e
accrescimento:
si riproduce da aprile a luglio fra la vegetazione
acquatica, Le uova, rossastre, hanno un diametro di
circa 1 mm e vengono deposte in numero variabile da
100.000 a 200.000 per femmina. La schiusa si verifica
dopo 3-10 giorni. La maturità sessuale è raggiunta a 2
anni dai maschi e a 3 dalle femmine. L'accrescimento è
lento e poco conosciuto nei dettagli. Può superare il
chilogrammo di peso ed una lunghezza di 30-40 cm.
Alimentazione:
è specie onnivora: si ciba in prevalenza di vegetali ed
invertebrati (insetti, anellidi, crostacei), nel periodo
invernale anche di piccoli pesci.
Habitat:
è specie che predilige le acque stagnanti o a corrente
modesta: è quindi presente prevalentemente nel tratto di
pianura dei fiumi (zona a Ciprinidi) e nei laghi,
privilegiando di solito le zone più ricche di
vegetazione.
Comportamento:
è specie gregaria e forma branchi anche molto numerosi;
si sofferma prevalentemente fra la vegetazione acquatica
in prossimità della superficie dell'acqua.
Distribuzione:
la Scardola è diffusa in tutta l'Europa
centro-meridionale ad esclusione della penisola Iberica;
in Italia è assente nelle isole e nelle estreme regioni
meridionali.
Presenza in Umbria:
in Umbria è segnalata in tutti i laghi, nel tratto
centrale ed inferiore del Fiume Tevere e nel tratto
inferiore dei principali corsi d'acqua della regione
(Nestore, Paglia. Chiani. Nera e Velino) ad eccezione
dei fiumi Chiascio e Topino, dove risulta assente.
SCAZZONE
Cottidi
SCAZZONE (Cottus
gobio Linnaeus)
Famiglia: Cottidae
Morfologia:
lo Scazzone è l'unica specie della famiglia
dei Cottidi presente nelle acque dolci
italiane: gli altri rappresentanti di questa
famiglia vivono infatti in acque marine o
salmastre. E' caratterizzato da un capo
grande e appiattito, da una bocca di
notevoli dimensioni munita di piccoli denti
e labbra carnose e da due pinne dorsali (la
prima più bassa e meno estesa) che occupano
quasi tutto il dorso. La caudale è
arrotondata con raggi divisi. La linea
laterale è generalmente completa; manca la
vescica gassosa. Il dorso e i fianchi
presentano una colorazione bruno-grigiastra
con macchie e bande più scure; il ventre è
biancastro. Si distingue dal Ghiozzo, che
presenta pure capo grande e appiattito, per
le pinne ventrali divise che non formano una
ventosa e per quelle pettorali grandi a
ventaglio.
Riproduzione e
accrescimento:
si riproduce da febbraio a maggio. Le uova,
in numero di 100-300, possono essere
attaccate sotto i sassi o deposte in piccole
buche scavate dai maschi che provvedono
anche a sorvegliarle. Dopo 3-4 settimane
schiudono larve di 6-7,5 mm. Ad un anno
misurano 4-5 cm, a tre anni 9-10 cm. Possono
raggiungere i 15 cm di lunghezza
(eccezionalmente 18 cm) e l'età massima di 5
anni.
Alimentazione:
è attivo soprattutto di notte. Si nutre di
larve di insetti (effimere, friganee ecc. ),
di piccoli crostacei (soprattutto gammaridi),
di uova ed avannotti di trota e altri pesci.
Habitat:
è un pesce di fondo, poco resistente nel
nuoto. Vive in acque correnti, fresche e
ossigenate, con fondali sabbiosi ricchi di
ghiaia e pietre, sotto le quali si nasconde.
Per questo si rinviene nella zona a Trota
dei fiumi, popolando il tratto montano fino
a 800 m s.l.m.
Comportamento:
è un pesce territoriale. Il grande capo
depresso e la bocca ampia con labbra molto
spesse, gli conferiscono un aspetto
"cattivo" grazie al quale riesce a mettere
in fuga anche pesci di taglia notevolmente
più grossa della sua.
Distribuzione:
in Italia la specie è autoctona. Le
popolazioni più consistenti riguardano le
regioni settentrionali. Nell'Italia centrale
la sua presenza è frammentaria, mentre non è
accertata la sua presenza nelle regioni
meridionali, Sicilia e Sardegna.
Presenza in Umbria:
in Umbria è presente nel Fosso di
Campodonico (affluente del Fiume Potenza),
nel Fosso di Bagni (affluente del Fiume
Topino) e nel bacino del Fiume Nera.
SPINARELLO
Gasterosteidi
SPINARELLO (Gasterosteus aculeatus Linnaeus)
Famiglia: Gasterosteidae
Morfologia:
lo Spinarello ha il corpo fusiforme con il peduncolo caudale molto
sottile. La bocca è piccola con denti minuti e termina obliqua. Sono
presenti due pinne dorsali: la prima è costituita solo da due raggi
spiniformi, la seconda è fornita di un corto raggio spiniforme e
10-12 raggi molli. Il corpo è privo di scaglie ed è in parte
ricoperto da placche ossee che si rimpiccoliscono alla coda. La
pinna caudale è tronca e triangolare. Il dorso e i fianchi sono
bruni, il ventre bianco o giallastro.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da aprile a luglio. I maschi costruiscono e fissano sul
fondo un nido con frustoli vegetali saldati da una particolare
secrezione mucosa che lo spinarello stesso produce. Le dimensioni
degli adulti possono variare da 5 a 12 cm. La femmina raggiunge in
genere una lunghezza maggiore del maschio e depone da 100 a 400 uova
che schiudono dopo una decina di giorni. Durante il periodo
riproduttivo i maschi assumono colori essai brillanti: il dorso
presenta riflessi bluastri, le parti inferiori rosse e gli occhi
verde smeraldo.
Alimentazione:
è prevalentemente carnivoro: si nutre di piccoli crostacei,
lombrichi, larve d'insetti, uova, piccoli avannotti e talvolta anche
di sostanze vegetali.
Habitat:
è specie eurialina frequentando sia le acque salmastre che quelle
dolci. In ltalia è autoctono ed è presente soltanto nelle acque
dolci. Predilige acque ricche di vegetazione a lento decorso e puó
adattarsi a condizioni ambientali sfavorevoli.
Comportamento:
vivace e molto combattivo, è di regola gregario; i branchi possono
avere 20-40 e più individui. Tipico il rituale riproduttivo: il
maschio attira più femmine nel nido prima di entrarvi per fecondare
le uova. Rimane poi a sorvegliare e difendere il nido da predatori
durante l'incubazione delle uova e fino a quando le larve non hanno
una decina di giorni.
Distribuzione:
è presente in quasi tutta l'Europa. In Italia è specie autoctona,
salvo in Piemonte, Sardegna e alcuni laghi veneti dove risulta
introdotta; manca in Sicilia.
Presenza in Umbria:
in Umbria si rinviene nel tratto superiore del Fiume Tevere (fino ad
Umbertide) ed inoltre nei fiumi Nestore, Paglia, Nera, Velino, Timia,
Clitunno e nel Torrente Puglia.