TEMOLO
Timallidi
TEMOLO (Thymmallus thymmallus Linnaeus)
Famiglia: Salmonidae
Morfologia:
il Temolo ha corpo compresso ed allungato; il capo è abbastanza
piccolo in proporzione al corpo e la bocca è stretta. E'facilmente
riconoscibile, inoltre, per le due pinne dorsali: la prima di forma
trapezoidale, alta e lunga e macchiettata di nero; la seconda
piccola e adiposa come quella delle trote. Il dorso è color
olivastro, mentre i fianchi sono argentei con linee scure
longitudinali. Presenta alcune macchie nere nella parte anteriore
del corpo; il ventre è bianco.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da marzo ad aprile ed in tale epoca la pinna dorsale
dei maschio diventa iridescente. Le uova gialle (2-3,5 mm di
diametro) vengono deposte sul fondo e poi ricoperte. Ogni femmina è
in grado di liberarne da 6.000 a 7.000 per Kg di peso. In genere
sono necessarie da 3 a 4 settimane di tempo per ottenerne la
schiusa, a seconda della temperatura dell'acqua. L'accrescimento può
essere assai variabile: al primo anno di vita i giovani temoli
possono misurare da 7 a 12 cm di lunghezza, ai secondo anno
raggiungono i 20-25 cm ed al terzo i 25-30 cm. Raramente supera i 40
cm di lunghezza ed 1 Kg di peso. La maturità sessuale è raggiunta
solitamente attorno ai 2-3 anni di età.
Alimentazione:
è un predatore di insetti, vermi. piccoli crostacei e giovani pesci.
Habitat:
diffuso soprattutto nei grossi corsi d'acqua di fondovalle con
correnti rapide e fondali ghiaiosi o sassosi (zona a Temolo). E'
molto sensibile agli inquinamenti e frequenta solo le acque correnti
fresche, ossigenate e limpide; per tali motivi la sua presenza è in
progressiva diminuzione.
Comportamento:
il Temolo conduce vita gregaria: risente negativamente della
competizione con la Trota fario e la Trota iridea.
Distribuzione:
presente nella maggior parte dei paesi Europei, ad eccezione della
Spagna e dell'Irlanda. In Italia era presente nel passato nei soli
corsi d'acqua delle regioni settentrionali, ma in seguito è stato
diffuso anche altrove.
Presenza in Umbria:
in Umbria è assai raro; è stato segnalato nel tratto laziale dei
Fiume Velino.
TINCA
Ciprinidi
TINCA (Tinca tinca Linnaeus )
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
la Tinca è caratterizzata da corpo tozzo ricoperto da abbondante
muco e scaglie piccole; la bocca è carnosa e presenta agli angoli un
paio di brevi barbigli. La colorazione è bruno-olivastra sul dorso,
i fianchi sono bruno-verdastri con riflessi bronzei, il ventre è
giallo-dorato, le pinne scure. I maschi si differenziano dalle
femmine per le pinne ventrali di dimensioni maggiori; solo nei
primi, infatti, tali pinne raggiungono l'ano quando vengono distese.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da maggio a luglio; in acque basse e ricche di
vegetazione. Le uova, del diametro di circa 1 mm aderiscono alla
vegetazione acquatica. Ogni femmina ne depone un numero variabile da
400.000 a 600.000 per Kg di peso. La schiusa ha luogo in un lasso di
tempo compreso tra 3 e 6 giorni, in funzione della temperatura
dell'acqua. Le larve misurano alla schiusa 4-5 mm di lunghezza. La
maturità sessuale viene raggiunta a circa 2 anni di età dai maschi e
a 4 dalle femmine. La crescita è lenta: la Tinca infatti misura in
genere da 4 a 8 cm di lunghezza durante il primo anno di vita, 10-15
cm nel secondo e 20-30 cm nel terzo. L'individuo adulto
eccezionalmente raggiunge i 60 cm o lunghezza e peso superiore ai 6
Kg: di norma, tuttavia, non supera i 3 Kg.
Alimentazione:
è specie onnivora: la sua alimentazione comprende soprattutto
organismi del fondo (anellidi, insetti, molluschi) e vegetali.
Habitat:
predilige le zone ricche di vegetazione a fondo melmoso, con acque
stagnanti o a debole corrente (zona a Ciprinidi). Resiste bene a
condizioni di scarsa ossigenazione e si spinge, più della Carpa,
anche nei corsi d'acqua di bassa profondità.
Comportamento:
trascorre il periodo invernale in condizioni di semiletargo, immersa
tra il fango dei fondali. In estate è attiva soprattutto di notte.
Distribuzione:
la Tinca è diffusa in quasi tutta Europa, ad eccezione della
Scandinavia settentrionale, ed in Asia fino alla Siberia. E'
attualmente presente in tutta Italia, anche se nelle isole e in
alcune regioni meridionali è probabilmente stata introdotta.
Presenza in Umbria:
in Umbria è segnalata in tutti i laghi, nel tratto medio ed
inferiore del Tevere e nel tratto terminale dei suoi principali
affluenti (Chiascio, Topino, Nestore, Paglia, Nera e Velino).
TRIOTTO
Ciprinidi
TRIOTTO (Rutilus erythrophthalmus Zerunian)
Famiglia: Cyprinidae
Morfologia:
Il Triotto ha il corpo compresso e allungato. Il muso è piuttosto
arrotondato. I fianchi sono argentei con una fascia bruna molto
evidente. Caratteristico è il colore rosso dell'occhio. Le pinne
sono debolmente colorate di rosso-arancio.
Riproduzione e accrescimento:
la riproduzione ha luogo in primavera, tra aprile e giugno. Le uova
misurano circa 1 mm di diametro e, in condizioni normali di
temperatura, la schiusa avviene pochi giorni dopo la deposizione.
L'accrescimento è in genere abbastanza rapido, ma fortemente
influenzato dalle condizioni ambientali. Raggiunge una lunghezza
massima di 15-20 cm ed un peso di solito non superiore a 150 gr.
Alimentazione:
il Triotto è specie onnivora: si nutre di vegetali, insetti
(soprattutto larve), anellidi e piccoli crostacei.
Habitat:
vive sia nelle acque stagnanti che in quelle correnti , preferendo
in queste ultime i tratti a velocità moderata (zona a Barbo), con
rive sabbiose o pietrose e ricche di vegetazione; è quindi possibile
trovarla sia nei laghi che nei fiumi.
Comportamento:
è specie prevalentemente gregaria e vive in branchi anche numerosi.
Distribuzione:
il Triotto è stato per lungo tempo confuso con una specie molto
simile, la Rovella, che si distingue per l'occhio giallo.
Presenza in Umbria:
è presente nei laghi di Piediluco e Recentino e in alcuni corsi
d'acqua
TROTA
FARIO
Salmonidi
TROTA FARIO (Salmo trutta Linnaeus)
Famiglia: Salmonidae
Morfologia:
la Trota fario presenta un corpo affusolato ed allungato, la bocca
grande, le scaglie piccole. Come tutti gli appartenenti alla
famiglia dei Salmonidi, ha una seconda piccola pinna dorsale situata
posteriormente alla prima e caratterizzata dal non avere raggi ossei
di sostegno (pinna adiposa). La colorazione e le dimensioni possono
essere variabili, anche in relazione all'ambiente in cui vive: in
genere presenta dorso scuro e fianchi argentei, con un numero
variabile di macchie rosse e macchie nere sparse per il corpo. Le
pinne ventrali, le pettorali e l'anale sono giallastre, la caudale è
più scura lungo il margine.
Riproduzione e accrescimento:
si riproduce da ottobre a gennaio, in acque poco profonde e a fondo
ghiaioso. La piena maturità sessuale viene di solito raggiunta a 2-3
anni nei maschi e a 3-4 anni nelle femmine. Il numero delle uova
varia da 800 a 2.000 per kg di peso e il loro diametro varia da 4 a
6 mm. L' accrescimento è in genere veloce e alla fine del primo anno
di vita le giovani Trote possono già raggiungere i 15 cm di
lunghezza, per misurarne 20 alla fine del secondo. Nei torrenti la
Fario non supera di solito i 40 cm di lunghezza, nei laghi e nei
fiumi più ampi può raggiungere fino a 10 Kg di peso.
Alimentazione:
si ciba soprattutto di insetti (adulti e larve) e crostacei; quando
raggiunge le maggiori dimensioni si alimenta prevalentemente di
pesci.
Habitat:
è la tipica abitatrice del tratto montano dei corsi d'acqua europei
(zona a Salmonidi), ma vive anche nei laghi con acque fredde e
ricche di ossigeno.
Comportamento:
durante il periodo riproduttivo la Fario risale i corsi d'acqua alla
ricerca di aree di frega idonee; le uova vengono deposte in piccole
buche scavate dalle femmine con la coda sul fondo dei corsi d'acqua.
Distribuzione:
la Trota fario è una specie diffusa dall'uomo nelle acque di molte
parti del mondo, ma originaria dell'Europa. In Italia è presente
nella penisola e nelle isole.
Presenza in Umbria:
in Umbria ha una diffusione abbastanza ampia che privilegia
soprattutto i tratti più a monte dei corsi d'acqua, ma si trova
anche in alcuni laghi (Piediluco, Arezzo di Spoleto, Recentino); la
sua presenza è marcata in tutto il bacino del Fiume Nera.
TROTA
IRIDEA
Salmonidi
TROTA IRIDEA (mykiss Walbaum)
Famiglia: Salmonidae
Morfologia:
la Trota iridea ha aspetto assai simile alla fario, dalla quale si
differenzia soprattutto nella colorazione: il dorso verdastro-scuro,
i fianchi percorsi da una fascia rosea molto evidente nel periodo
riproduttivo, il ventre bianco. Su tutto il corpo e sulle pinne
dorsale e caudale sono presenti numerosi puntini neri. In
allevamento sono state selezionate alcune varietà prive di
colorazione scura e dalla livrea completamente giallo-dorata; è
tuttavia assai raro trovarle libere in natura.
Riproduzione e accrescimento:
la sua riproduzione in natura è assai rara in Italia; allo stato
selvatico, quindi, le popolazioni di Trota iridea sopravvivono
esclusivamente in seguito alle immissioni operate dall'uomo. In
allevamento la maturità sessuale viene di solito raggiunta nel 2°-3°
anno di età in entrambi i sessi.
L'accrescimento è generalmente più rapido che nella Trota fario: può
misurare infatti 10-15 cm di lunghezza alla fine del primo anno di
età, 20-26 cm al secondo anno e 30-40 cm al terzo.
In Italia l'Iridea non oltrepassa di solito i 50 cm di lunghezza e i
6-7 Kg di peso.
Alimentazione:
si ciba di larve di insetti, crostacei, anellidi ed irudinei, più
raramente di pesci ed insetti.
Habitat:
la Trota l'iridea è specie vorace e rustica e si adatta con facilità
alle condizioni più diverse; è nel complesso, più resistente della
fario, che frequenta gli stessi ambienti e con la quale molto spesso
entra in competizione.
Comportamento:
in Europa la Trota iridea vive esclusivamente nelle acque dolci,
mentre in America esistono popolazioni che vivono in mare allo
stadio adulto e risalgono i corsi d'acqua per la riproduzione
(migrazioni anadrome).
Distribuzione:
è originaria dell'America nord-occidentale e da qui è stata
introdotta in altre parti del mondo, Italia compresa, in seguito
alla diffusione delle pratiche di allevamento.
Presenza in Umbria:
la sua presenza nelle acque umbre è giustificata esclusivamente dai
ripopolamenti che attualmente vengono limitati ad ambienti
circoscritti (nei quali non è possibile la sopravvivenza della Trota
fario).